Pruriti

Sono passati più di quattro anni dal mio rientro al paese. Mi capita di ripensare alla vita a Oxford con nostalgia, ma lo faccio ormai con quell’affetto fanciullesco che si prova per i primi amori. Mi manca il pensiero di vivere lì, ma non il sogno di vivere lì.

Ci sono, però, delle certezze incrollabili per quanto riguarda il mio paese. Al Sud Italia. In Puglia.

  • Per chi come me adora la cucina indiana, thailandese, vietnamita, giapponese, cinese, libanese, etiope (and so on) è un dramma incredibile doversi accontentare del sushi, quella volta ogni tanto. Non mi venite a rompere con le menate ma vuoi mettere la parmigiana e il calzone con la cipolla ché mi fate rivalutare la scelta degli inglesi sulla Brexit.
  • Si parla in continuazione. Di qualunque cosa, di qualunque persona. Bello lo scambio di idee e il trasferimento di nozioni, ma a ‘na certa non me ne frega un cazzo di tua cugina e le sue difficoltà a reperire le bomboniere per la comunione di suo figlio. Siano beatificati i popoli del nord Europa e la loro innata capacità di non sentirsi in dovere di dare aria alla bocca continuamente.
  • Il giudizio diretto e non richiesto è uno stile di vita. Immagino già queste persone implodere in preda al dolore se passa un giorno in cui non sono riuscite a dire almeno una volta “Secondo me avresti dovuto rivolgerti a / parlare con / farti consigliare da…” perché fondamentalmente hai agito in maniera sbagliata secondo dei sacri canoni che non ti è dato sapere.
  • Molti utilizzano ancora il “voi” per rivolgersi ai notabili del paese: il piccolo imprenditore, il notaio, il ragioniere, il commercialista… “Voi che ne pensate, ingegnè?”

La Puglia è uno stato d’animo“, aggiunse sconsolata la donna, gli occhi persi nel blu del mare che si intravedeva dal ristorante dove non avrebbe ricevuto regolare scontrino.

2 pensieri riguardo “Pruriti

  1. A parte il cibo (sono un talebano tradizionalista del cibo italiano, il massimo della concessione che posso fare a qualsiasi cibo extrastivale sono i wurstel tedeschi) sono abbastanza d’accordo con te. Certo vivendo a Roma alcune dinamiche sono diverse, ma neanche poi così tanto. Siamo provinciali (io per primo, lo ammetto, uno che ha quei gusti culinari che ti ho appena detto non può non esserlo), ma abbiamo anche qualche lato positivo. Che magari non valorizziamo

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    1. Non metto in dubbio i tanti, tantissimi lati positivi del vivere nella nostra nazione. Siamo estremamente fortunati a vivere come e dove viviamo: lo penso sul serio, altrimenti non sarei tornata qui 🙂 ci sono dei punti da migliorare: sulla scia della comicità pugliese possono risultare divertenti, ma sono in realtà stereotipi desueti che dovremmo superare.

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